QUANDO LA TERAPIA MANUALE NON BASTA, ECCO LA TECAR!

giugno 11, 2018 di Laura Donazzan0

Anche se ‘la panacea di tutti i mali’ ovviamente non è esiste, siamo sempre alla ricerca di una soluzione al dolore e ai vari problemi che ci affliggono.  Da terapista è frustrante non avere mezzi che diano reale beneficio e da paziente è logorante dover convivere a lungo con un disturbo.

Ed allora ecco la TECAR (Trasferimento Energetico Capacitivo Resistivo).  Una terapia fisica, ma non una terapia fisica qualunque, perché è in grado di stimolare l’energia dall’interno dei tessuti, attivando i naturali processi riparativi e antinfiammatori!

Si tratta dell’applicazione di una radiofrequenza specifica ai tessuti affinché, attraverso l’aumento del metabolismo, si arrivi alla guarigione e alla risoluzione delle patologie in tempi eccezionalmente brevi.

La tecarterapia, attraverso le reazioni fisiologiche indotte, è la soluzione per la cura e la prevenzione dei disturbi più diffusi a carico del sistema osteo-articolare, muscolare ed emo-linfatico. Riassumendo: attiva e accelera i naturali processi di riparazione accorciando drasticamente i tempi di recupero.

Rapida e indolore I tempi di recupero sono ridotti. Il paziente avverte dei benefici sin dalla prima seduta e, grazie alla sua biocompatibilità e non invasività, risulta piacevole e rilassante.

Ha inoltre il vantaggio, rispetto a molte altre terapie fisiche, di poter lavorare in atermia (assenza di calore) aumentando l’ossigenzaione ai tessuti e quindi l’apporto di sangue, senza vasodilatare, risultando quindi applicabile, ed efficace, anche nei trattamenti in acuto e nelle infiammazioni, dove il calore sarebbe controindicato!

 

In cosa consiste il trattamento? Come viene eseguito?

Il trattamento viene eseguito mediante due elettrodi: l’elettrodo capacitivo e l’elettrodo resistivo.

La fase capacitiva, agisce sugli strati più superficiali del corpo. A seconda dell’intensità di calore e quindi della potenza erogata dal terapista, si andrà ad agire in maniera diversa sul microcircolo e sul sistema linfatico.  In caso di atermia, ovvero di poca potenza erogata si ha prevalentemente un effetto di biostimolazione, un effetto drenante e antiedemigeno: viene a crearsi biostimolazione per aumento delle trasformazioni energetiche endocellulari e conseguente incremento del consumo di ossigeno; in caso invece di potenza erogata più alta, l’effetto sulla vascolarizzazione sarà maggiore e per effetto del calore (sedativo e rilasciante) si ha un maggiore effetto decontratturante sulle masse muscolari e di riparazione delle stesse in caso di un evento lesivo (lesione muscolare); lavorando a medio livello si ha un leggero incremento termico nelle zone trattate che si traducono in biostimolazione per trasformazioni energetiche endocellulari; ad alto livello, quindi in ipertermia, viene notevolmente aumentata la velocità di flusso e perfusione ematica con conseguente accelerazione del drenaggio linfatico.

La fase resistiva invece, agisce più in profondità e sui tessuti a maggiore resistenza, ovvero tendini, legamenti, fibro-cartilagini (es. menisco del ginocchio o disco intervertebrale) ossa e nervi. Anche in questo caso modulando la potenza, quindi in calore indotto, possiamo avere differenti effetti: in atermia le cariche si concentrano poco a poco nella zona di massima resistenza (ovvero da dove il problema nasce) ed aumentando la temperatura si ha via via un coinvolgimento tridimensionale della struttura trattata. Aumenta l’effetto antalgico (contro il dolore) e, durante il suo trattamento, si vanno a creare delle cosiddette correnti di spostamento che irradiano la zona posta tra la piastra (elettrodo neutro) e l’elettrodo resistivo (elettrodo positivo). È importante dunque creare delle opportune geometrie rispetto alla piastra.

È attraverso l’utilizzo della fase capacitiva e resistiva che si riesce pertanto ad avere un trattamento completo e differenziato su tutti i tessuti: superficiali e profondi.

Le diverse fasi permettono inoltre di integrare con l’intervento diretto del terapista, associando al trattamento tecar la simultanea esecuzione di tecniche di terapia manuale, di kinesiterapia, o di mobilizzazione articolare, dello stretching ecc.. , unendo così l’efficacia dell’una e dell’altra!

La tecarterapia è attualmente il mezzo fisico, cioè il macchinario, che ha rivoluzionato il mondo della riabilitazione, riducendo i tempi di guarigione e consentendo il recupero in tempi molto ridotti rispetto le comuni forme di terapia fisica.

 

Cosa si può trattare con la Tecar?

  • Distorsioni ed edemi
  • tendiniti e borsiti
  • epicondiliti
  • lesioni muscolari, tendinee e legamentose
  • traumi contusivi
  • traumi ossei e osteoarticolari
  • riabilitazione post-chirurgica
  • cervicalgie e cervicobrachialgie
  • lombalgie e lombo-sciatalgie
  • meniscosi e lesioni meniscali
  • algie croniche
  • capsulite adesiva
  • condropatia femoro-rotulea
  • sindrome pubalgica
  • coxartrosi e gonartrosi
  • fascite plantare
  • e molto altro!

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